





Pitos Reserve è uno dei vini premium di Dragomir Estate Winery. Situata in Bulgaria, questa cantina è diventata sinonimo di qualità e perfezione nell’arte della vinificazione. Lavorare per un produttore di tale prestigio comporta sempre una grande responsabilità, soprattutto quando si tratta di rinnovare, perfezionare e reinterpretare il packaging di un vino già ottimamente realizzato, che per molti anni si è distinto con orgoglio sugli scaffali. Non ho voluto inserire questo progetto nella sezione Prima e dopo, perché il packaging originale di Pitos era già di grande qualità: il mio compito non era trasformare qualcosa di brutto in qualcosa di bello, ma semplicemente perfezionare il progetto esistente e portarlo a un livello superiore.
Questa volta non avevo un brief, indicazioni, nulla di simile. Collaboro con Dragomir da molti anni e, ogni volta che abbiamo iniziato qualcosa di nuovo, si sono sempre create un’intesa speciale e una grande sintonia reciproca.
Il design del packaging di Pitos Reserve era una questione di orgoglio professionale: questo nuovo progetto doveva segnare un ulteriore traguardo sia nella mia carriera di graphic designer sia nell’evoluzione di Dragomir.
La linea comprende due vini: un celebre blend rosso e uno Chardonnay fermentato in barrique.
Abbiamo deciso di mantenere le cose semplici e immediate: etichetta nera per il rosso e bianca per il bianco. La vecchia etichetta presentava un’illustrazione molto artistica del pitos, di cui ho conservato la silhouette nel nuovo design. Volevo che il packaging esprimesse il profondo legame della cantina con concetti quali artigianalità, manualità e produzione boutique.
Tutto ciò che Dragomir realizza riflette la sua identità più autentica: è davvero personale. Partendo da queste considerazioni, ho deciso di utilizzare l’impronta digitale come fondamento del design. È un’immagine capace di racchiudere tutti i concetti appena elencati: complessa, unica e memorabile.
Non voglio dilungarmi sull’intero processo, ma devo ricordare che ho manipolato e ridisegnato più volte l’impronta digitale, poiché era estremamente difficile stamparla nella stessa area combinando contemporaneamente vernice trasparente a rilievo e foil serigrafico. In realtà, il design è stato molto più semplice della produzione.
Il risultato finale presenta una grande impronta digitale che si interseca, al centro, con l’immagine del pitos in rame. Il tutto risplende grazie a effetti a rilievo, dettagli e riflessi chiaramente visibili e percepibili al tatto.
Sotto l’immagine del pitos ho creato sul mio iPad Pro un lettering monolinea per la parola Reserve: sull’etichetta nera è impresso con lamina bianca a caldo, mentre su quella bianca con lamina rame a caldo.
L’annata è stampata sul fondo della carta con vernice trasparente a rilievo.
L’interazione tra vernici, foil serigrafici e lamine a caldo, la splendida carta utilizzata, l’impronta digitale ripresa sulla capsula e i luminosi riflessi ramati: tutti questi dettagli, riuniti in un unico packaging, fanno nascere in chiunque il desiderio di prendere la bottiglia tra le mani, toccarla e percepirne ogni singolo particolare.
Il design del packaging di Pitos Reserve non è stato un progetto semplice. Sono serviti molto tempo e grande impegno per mettere a punto ogni dettaglio, ma il risultato finale ha ripagato pienamente gli sforzi e mi ha fatto provare una profonda soddisfazione per il lavoro di tutte le persone coinvolte, dalla cantina allo stampatore.
Crediti:
Cliente: Dragomir Estate Winery
Design: the Labelmaker
Stampatore: Rotoprint
Carta: Arconvert
Bottiglia: Vetreria Etrusca
Fotografia: Jordan Jelev