
La carta è la mia tela – Intervista al graphic designer e calligrafo The Labelmaker per Avery Dennison
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Qual era il brief di design?
Tutto mi è apparso sorprendentemente chiaro, dall’inizio fino alla conclusione del progetto. Un giorno ho ricevuto un’e-mail da Cameron Woodbridge, enologo di Wolf’s Head Vineyards, che desiderava mettersi in contatto con me; il giorno seguente mi ha raccontato la storia della cantina. Mi ha spiegato che l’immagine satellitare dei vigneti gli ricordava la testa di un lupo. È così che è nato il nome della cantina.
Il brief, quindi, era molto semplice e conciso: “Voglio un’etichetta di vino con la testa di un lupo”.
Cameron ha anche aggiunto di apprezzare molto una delle etichette di vino che avevo realizzato in precedenza, quella chiamata Salla White.
Avevo già in mente la mia visione e, quando ho chiesto a Cameron le immagini satellitari, tutto mi è apparso ancora più chiaro.
Come hai affrontato il brief di design?
Era evidente che l’illustrazione della testa di un lupo dovesse essere l’elemento principale del mio progetto. Ho svolto le mie ricerche sull’anatomia del lupo, concentrandomi soprattutto sulla testa, perché in tutta la mia vita non ne avevo mai disegnato uno. Ho preso la mia penna Pilot Parallel preferita, con inchiostro nero, e ho trascorso due o tre giorni a disegnare diverse teste di lupo. L’immagine finale non è nata facilmente, perché…“
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